Luoghi iconici

Da Rapallo a Portofino, passando per San Michele di Pagana e Santa Margherita: i luoghi che riconosci al primo sguardo

Quando un luogo diventa un simbolo

Ci sono posti che si visitano e posti che si riconoscono. I secondi li hai già visti prima di arrivare: su una cartolina, in un film, nel salvaschermo di qualcuno. Poi ci arrivi davvero e scopri che la fotografia raccontava solo metà della storia. Mancava il rumore dell’acqua sotto gli scogli, il profumo dei pini scaldati dal sole, la campana che suona mentre attraversi la piazza.

Tra Rapallo e Portofino ci sono meno di dieci chilometri di costa, eppure in così poco spazio si concentrano alcune delle immagini più famose della Liguria. Castelli costruiti per tenere lontani i pirati e diventati sale per le mostre, una torre di pace, un chiosco dipinto con i volti dei grandi compositori, una villa barocca sopra il porto, una baia color smeraldo, una piazzetta che il mondo intero conosce a memoria.

Questa pagina li raccoglie uno per uno, seguendo la costa da nord a sud.

Come leggere le schede

Per ogni luogo trovi una breve presentazione e poi quattro voci:

  • Perché è iconico: cosa lo ha reso un simbolo, in poche righe.
  • Da non perdere: il dettaglio che molti non notano.
  • Il momento giusto: l’ora o la stagione in cui dà il meglio.
  • Da sapere: indicazioni pratiche, accessi, aperture.
Rapallo, Il Castello sul mare

È l’immagine di Rapallo per eccellenza: una piccola fortezza di pietra che sembra galleggiare a pochi metri dalla passeggiata, collegata alla riva da un passaggio sugli scogli. Nel luglio del 1549 il corsaro Dragut aveva saccheggiato la città, e i rapallesi chiesero al Senato di Genova un forte che proteggesse la spiaggia. La costruzione cominciò l’anno seguente, e il castello entrò a far parte della catena di difese che univa San Michele di Pagana, Santa Margherita, Paraggi e Portofino.

Nei secoli ha cambiato mestiere più volte: residenza del capitano della città, poi a lungo prigione, con una piccola cappella per i detenuti, quindi caserma della Guardia di Finanza dopo il passaggio allo Stato nel 1865. Nel 1958 il Comune lo ha acquistato e, dopo i restauri, lo ha trasformato in uno spazio per mostre e incontri.

Perché è iconico: perché è il castello “sull’acqua” del Tigullio, quello che compare in quasi ogni fotografia della baia di Rapallo.

Da non perdere: guardalo dal lato del porto, quando le sue mura si specchiano nell’acqua ferma. Da lì si capisce bene come controllasse l’intera spiaggia.

Il momento giusto: la sera, quando viene illuminato e la passeggiata si riempie di gente che esce per il gelato.

Da sapere: l’interno si visita solo in occasione di mostre ed eventi. L’esterno, invece, è sempre lì, a due passi dal lungomare Vittorio Veneto.

Rapallo, Il Chiosco della musica

Un padiglione rotondo in stile Liberty, aperto su tutti i lati, sul lungomare tra le palme. Fu inaugurato il 3 novembre 1929 per ospitare i concerti della banda cittadina, ed è un piccolo tesoro che molti fotografano senza alzare lo sguardo. È proprio alzando la testa, invece, che si scopre il suo segreto.

Il soffitto della cupola è decorato con gli affreschi del pittore Giovanni Grifo, una vera antologia della musica europea: Verdi, Rossini, Bellini, Beethoven, Mozart e altri grandi compositori, ciascuno accompagnato dai personaggi delle sue opere. Nei medaglioni degli archi compaiono altri ritratti, da Bach a Puccini, da Monteverdi a Donizetti.

Perché è iconico: perché è il simbolo della Rapallo della villeggiatura, quella delle passeggiate eleganti e della musica all’aperto.

Da non perdere: prova a riconoscere i compositori sul soffitto. È un bel gioco anche per i bambini.

Il momento giusto: in una sera d’estate, quando il chiosco torna a fare quello per cui è nato e ospita musica dal vivo.

Da sapere: è all’aperto e sempre visibile. Gli eventi musicali sono stagionali.

Montallegro, il simbolo che si vede da lontano

Non tutti i simboli si guardano da vicino. Per chi vive sul Tigullio, il santuario di Nostra Signora di Montallegro, a 612 metri sopra Rapallo, è un punto di riferimento che si vede da tutta la costa. Secondo la tradizione, il 2 luglio 1557 la Madonna apparve qui a un contadino, Giovanni Chichizola, lasciandogli una piccola icona di origine bizantina. Il santuario nacque subito dopo, e da allora è la meta dei pellegrini del golfo.

Perché è iconico: perché è il “tetto” del Tigullio, la presenza che veglia su tutta la baia.

Da non perdere: dal piazzale del santuario, nelle giornate limpide, la vista abbraccia l’intero golfo fino a Sestri Levante e al promontorio di Portofino.

Il momento giusto: le giornate terse d’autunno e d’inverno, dopo la tramontana.

  • Da sapere: si sale con la funivia, inaugurata nel 1934. In alternativa si va in auto o a piedi.
San Michele di Pagana, La Torre di Punta Pagana

Tra Rapallo e Santa, dove la strada costiera rallenta tra le curve, c’è un borgo raccolto attorno al suo approdo. San Michele di Pagana è piccolo e silenzioso, ma custodisce due simboli molto diversi: una torre contro i pirati e un capolavoro della pittura europea.

Sulla punta rocciosa che chiude la baia si alza una torre di avvistamento cinquecentesca, costruita dalla Repubblica di Genova nel 1562. Da qui le sentinelle sorvegliavano il mare e segnalavano l’arrivo delle navi nemiche alle torri vicine, in una catena di allarmi che correva lungo tutta la costa. Oggi la torre è affidata al FAI, che la apre in occasioni particolari.

Perché è iconico: perché è una delle sentinelle meglio conservate del Tigullio, ancora al suo posto a guardare l’orizzonte.

Da non perdere: osservala dal mare o dalle calette vicine, quando la sua sagoma si staglia sopra gli scogli.

Il momento giusto: le giornate di apertura organizzate dal FAI, le uniche in cui si può entrare.

Da sapere: poco distante c’è un castello seicentesco, proprietà del Sovrano Militare Ordine di Malta, che non è visitabile.

Santa Margherita Ligure, Il Castello sul porto

Fratello minore di quello di Rapallo, il castello di Santa nacque per la stessa ragione: dopo l’assalto di Dragut del 1549, il Senato genovese ordinò di fortificare la baia, e i lavori cominciarono nel 1550. Massiccio, squadrato, con le mura che scendono verso l’acqua, è il primo edificio che si nota arrivando a Santa dal mare.

Perché è iconico: perché è il guardiano del porto, il punto in cui si incontrano la Santa dei pescatori e quella dei viaggiatori.

Da non perdere: la vista dal molo, con il castello in primo piano e, sullo sfondo, la collina di Villa Durazzo.

Il momento giusto: al mattino presto, quando i pescherecci rientrano e vendono il pescato sulle banchine sotto le sue mura.

Da sapere: oggi ospita mostre ed eventi culturali. Controlla il calendario del Comune per le aperture.

Santa Margherita Ligure, Villa Durazzo e la vista sul golfo

In Scoprire Santa abbiamo raccontato la storia della villa, dei suoi proprietari e dei quadri che custodisce. Qui vogliamo invece parlare del motivo per cui è un’icona: la vista. La villa sorge sulla collina che domina il centro, e dalle sue terrazze il porto, il castello e la baia si dispongono come in un plastico. È il punto da cui si capisce la forma di Santa.

Il parco, che dal 2005 fa parte del circuito dei Grandi Giardini Italiani, è un luogo da attraversare lentamente: i viali di risseu bianco e nero, le terrazze degli agrumi, il giardino geometrico e il bosco più selvatico, dove l’ombra dei lecci regala fresco anche ad agosto.

Perché è iconico: perché è il balcone di Santa, la cartolina che tutti portano a casa.

Da non perdere: la balaustra sopra il porto. Fermati lì qualche minuto e guarda il traffico delle barche che entrano ed escono.

Il momento giusto: il tardo pomeriggio, quando la luce si fa calda e il golfo cambia colore.

Da sapere: per salire dal centro bastano pochi minuti a piedi. Il parco e la villa hanno orari e biglietti propri: verificali prima della visita.

Santa Margherita Ligure, Il lungomare e Cristoforo Colombo

Il lungomare di Santa non è un singolo monumento, ma è forse il simbolo più amato dalla città. Tra palme e aiuole fiorite, la passeggiata segue la baia dal porto verso Portofino, e lungo il percorso si incontrano la statua di Cristoforo Colombo, opera di Odoardo Tabacchi, e la torre cinquecentesca diventata monumento ai caduti.

Perché è iconico: perché è qui che si vive Santa, ogni giorno, in ogni stagione.

Da non perdere: la panchina di fronte alla statua di Colombo, con lo sguardo rivolto verso il mare aperto.

Il momento giusto: l’ora del tramonto, quando tutta la città sembra scendere sul lungomare.

Da sapere: è interamente pianeggiante e accessibile, perfetto anche con i passeggini.

Paraggi e il suo castello

Dopo una curva la strada si apre su una baia stretta, chiusa tra due promontori, con l’acqua che passa dal turchese allo smeraldo. È Paraggi, frazione di Santa, e sopra la baia c’è il suo castello. La decisione di costruirlo risale, secondo alcune fonti, al 1626: la Repubblica di Genova voleva completare le difese della costa del Tigullio. Durante l’età napoleonica fu occupato dalle truppe francesi; poi, nel tempo, è diventato una residenza privata.

Perché è iconico: perché la combinazione di castello, pini e acqua trasparente è una delle immagini più riconoscibili della Riviera.

Da non perdere: la vista dall’alto, dalla strada, prima di scendere verso la spiaggia. È da lì che si coglie la forma perfetta della baia.

Il momento giusto: al mattino presto o fuori stagione. D’estate la baia si riempie già a metà mattina.

Da sapere: il castello è privato e non si visita. La spiaggia è piccola e in gran parte occupata da stabilimenti.

Portofino, La piazzetta

La piazzetta è il cuore di Portofino: un piccolo spazio lastricato che scende verso il porto, chiuso da case alte e strette, dipinte di giallo, rosso, arancio e ocra. È uno dei luoghi più conosciuti al mondo, eppure è più piccola di quanto si immagini.

Il suo nome ufficiale, piazza Martiri dell’Olivetta, ricorda una delle pagine più dure della storia del borgo. Il 2 dicembre 1944, ventidue persone, in gran parte partigiani prelevati dal carcere genovese di Marassi, furono uccise dai nazisti e gettate in mare nei pressi della spiaggia dell’Olivetta. Una lapide sugli scogli ne conserva la memoria dal 1964.

Perché è iconico: perché è la cartolina di Portofino, con il porto a ferro di cavallo, le barche e le facciate colorate

Da non perdere: il Falò di San Giorgio, la sera del 23 aprile, quando nella piazzetta si accende un grande fuoco in onore del patrono.

Il momento giusto: al mattino presto, prima dell’arrivo dei battelli, quando la piazza appartiene ancora ai portofinesi.

Da sapere: per arrivare senza stress usa il battello o l’autobus da Santa. In auto, d’estate, il parcheggio è difficile e caro.

Portofino, La chiesa di San Giorgio

Dalla piazzetta una salita lastricata porta alla chiesa di San Giorgio, sul promontorio che chiude il porto. La prima chiesa fu costruita nel 1154; ampliata e rinnovata più volte nel Seicento e nel Settecento, fu distrutta durante la Seconda guerra mondiale e ricostruita nel dopoguerra. Custodisce le reliquie del santo patrono, che secondo la tradizione arrivarono a Portofino con i marinai di ritorno dalle Crociate.

Perché è iconico: perché è il luogo da cui Portofino si guarda dall’alto, con il porto da una parte e il mare aperto dall’altra.

Da non perdere: il sagrato. È uno dei belvedere più belli della costa, gratuito e sempre aperto.

Il momento giusto: verso sera, quando il porto si accende di luci e le barche tornano all’ormeggio.

Da sapere: la salita è breve ma ripida. Scarpe comode, anche se sei venuto solo per un aperitivo.

Portofino, Castello Brown

Ancora più in alto, a guardia dell’ingresso del porto, c’è il Castello Brown. Il promontorio è stato fortificato fin dall’antichità, ma la fortezza che vediamo oggi deve molto ai lavori genovesi del Cinquecento: verso il 1554 l’ingegnere militare Giovanni Maria Olgiati ne disegnò il progetto, e nel Seicento fu ampliata ancora.

La sua seconda vita cominciò nel 1870, quando il console britannico Montague Yeats-Brown lo comprò dallo Stato italiano, disarmato da pochi anni, e lo trasformò in una residenza. La famiglia lo tenne fino al 1949; nel 1961 il Comune di Portofino lo acquistò e lo aprì al pubblico. Fu proprio questo castello a ispirare il romanzo Un incantevole aprile di Elizabeth von Arnim, del 1922, e qui fu girato il film che ne fu tratto nel 1991.

Perché è iconico: perché è la fortezza diventata casa, il punto in cui la Portofino militare e quella romantica si incontrano.

Da non perdere: la terrazza con i due grandi pini marittimi e la vista sul porto che si apre sotto i tuoi piedi.

Il momento giusto: le mattine di primavera, quando il giardino è in fiore.

Da sapere: è un museo e uno spazio per mostre ed eventi, con ingresso a pagamento. Orari variabili secondo la stagione.

Portofino, Il faro di Punta del Capo

Dal castello un sentiero tra pini, agavi e muretti porta alla punta estrema del promontorio, dove c’è il faro di Portofino. È una piccola torre bianca, quadrata, con un balcone e la lanterna grigia, costruita nel 1917 e affiancata dalla casa del fanalista. Oggi è automatizzato e gestito dalla Marina Militare. Da qui lo sguardo corre su tutto il Tigullio, fino a Sestri Levante nelle giornate limpide.

Perché è iconico: perché è “la fine della terra” del promontorio, il punto in cui la costa si arrende al mare aperto.

Da non perdere: girati verso nord e guarda la costa che hai appena percorso, da Portofino fino a Rapallo.

Il momento giusto: il tramonto, quando il sole scende sul golfo e la folla della giornata è già ripartita

Da sapere: la passeggiata dal borgo è facile e quasi pianeggiante. Porta una bottiglia d’acqua nei mesi caldi.

Dove guardarli: i punti di vista migliori

Un luogo iconico si capisce anche dal punto da cui lo guardi. Ecco i nostri preferiti:

  • Dal mare, in battello tra Rapallo e Portofino: la Torre di Punta Pagana,  la Cervara e il Castello di Paraggi si vedono come li vedevano le sentinelle e i naviganti.
  • Dalla balaustra di Villa Durazzo: il porto e il castello di Santa in un’unica inquadratura.
  • Dal sagrato di San Giorgio: la piazzetta di Portofino dall’alto, con le barche ormeggiate.
  • Dal piazzale di Montallegro: tutto il Tigullio in un solo sguardo.
  • Dal faro di Portofino: la costa intera, da Punta del Capo verso Rapallo e oltre.